1.ma Armata dell’Esercito Polacco

Luca D’Agostini Madre Russia 4 giugno 2018Nella disamina storica spesso si dimentica o sottovaluta il contributo dell’Esercito Popolare polacco, che combatté a fianco dell’Armata Rossa. Nella Grande Guerra Patriottica, l’alleato più importante dell’Armata Rossa nella lotta contro le truppe tedesche fu proprio l’esercito polacco. La sua storia iniziò nell’estate del 1941, anno in cui in Unione Sovietica iniziò la formazione di unità militari polacche sotto il comando del generale Anders, subordinato al governo in esilio a Londra. Queste unità militari erano finanziate congiuntamente da Unione Sovietica e Gran Bretagna. Le uniformi e le armi dovevano essere fornite dalla parte inglese. La scadenza per la formazione fu determinata nel 1° ottobre 1941. All’esercito polacco inizialmente aderirono circa 100000 volontari. L’addestramento delle truppe che spettava all’Unione Sovietica era in pieno svolgimento, ma il Regno Unito non forniva le armi, e quando la parte sovietica espresse la disponibilità a fornire tutto il necessario, su ordine di Londra l’esercito fu ritirato in Iran nell’autunno 1942, per rinforzare le forze anglo-statunitensi del Nord Africa. Ciò causò la rottura dei rapporti tra Mosca e il governo di Londra. (1)
Nell’estate 1943, su richiesta dell’Unione dei Patrioti Polacchi, il governo sovietico accettò di formare una divisione di fanteria polacca. La struttura della divisione era composta dai disertori dell’esercito di Anders, i quali giustamente tenevano molto di più a liberare la Polonia che non l’Egitto. Il nascente esercito polacco in Unione Sovietica comprese anche gli emigrati politici polacchi. La mancanza di personale di comando fu compensata dal trasferimento alla divisione di ufficiali sovietici di origine polacca. Tale unità militare fu denominata 1.ma Divisione di Fanteria polacca “Tadeusz Kosciuszko”. (1) La liberazione dell’Ucraina occidentale e della Bielorussia occidentale, dove i polacchi costituivano parte significativa della popolazione, permise la formazione di nuove unità polacche. (1) Nacque così la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco.
La 1.ma Armata dell’Esercito Polacco fu una formazione combinata di varie armi, formatasi nell’Unione Sovietica nel marzo 1944 ad opera di militati polacchi e di altre nazionalità, sulla base del 1.mo Corpo polacco, che a sua volta fu schierato nell’agosto 1943 sulla base della 1.ma Divisione di Fanteria polacca intitolata a Tadeusz Kosciuszko, il comandante dell’insurrezione della fine del XVIII secolo contro Russia e Prussia. Nelle sue fila furono arruolati non solo cittadini polacchi ma anche cittadini sovietici di origine prevalentemente polacca. L’Unione Sovietica forniva armi, equipaggiamento ed attrezzature per la formazione ed il sostentamento dell’esercito polacco. Il suo comandante era il Tenente-Generale Zygmunt Berling. Durante l’attacco tedesco alla Polonia nel 1939, Berling si trovava Vilnius (odierna Lituania), dove abitava. Quando la città, in accordo col protocollo segreto del Patto Molotov-Ribbentrop, fu occupata dalle truppe sovietiche, Berling, come molti ufficiali polacchi, fu arrestato dal Commissariato del Popolo degli Affari Interni dell’URSS (NKVD) e trasferito nel campo di prigionia di Starobelskij. (2) Nel 1940, dopo aver acconsentito a cooperare cogli organi di sicurezza dello Stato sovietico, fu trasferito al campo di Grjazovets. (3)
Il 22 giugno 1941, 13 ufficiali polacchi si appellarono al governo dell’Unione Sovietica richiedendo di consentirgli di combattere contro la Germania nazista. Il primo a firmare questa lettera fu proprio Zygmunt Berling. Dopo la conclusione del trattato Sikorskij-Majskij del 17 agosto 1941 (Accordo sul ripristino delle relazioni diplomatiche tra Unione Sovietica e governo in esilio della Repubblica di Polonia), Berling fu rilasciato dalla prigione e nominato Capo di Stato Maggiore della 5° Divisione di Fanteria polacco, e poi comandante del campo temporaneo per soldati polacchi a Krasnovodsk (l’odierna Turkmenbashi in Turkmenistan). (4) Successivamente, la crescente tensione tra il governo di Vladislav Sikorskij, esiliato a Londra, e Josif Stalin alla fine portò che molti soldati e più di 20000 civili polacchi in territorio sovietico, sotto il generale Vladislav Anders, lasciarono l’Unione Sovietica e formarono il 2° Corpo Polacco in Medio Oriente sotto il comando inglese. Su iniziativa dell’Unione dei Patrioti Polacchi, chi scelse di non andare in Medio Oriente con Anders fu organizzato ed inquadrato nelle forze armate polacche, subordinate al comando sovietico. Berling fu nominato comandante della 1° Divisione di Fanteria polacca intitolata a Tadeusz Kosciuszko. (2) Il 26 luglio 1943, il governo Sikorskij riconobbe “disertori” Berling ed i suoi colleghi ufficiali rimasti in Unione Sovietica e li condannò a morte in contumacia per tradimento. Dal marzo 1944, Berling comandò la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco. Il 22 giugno 1944 Berling fu nominato vice comandante in capo dell’esercito polacco e in ottobre fu inviato a Mosca per studiare all’Accademia Militare dello Stato Maggiore. (2)
Nella primavera 1944, la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco ricevette 52000 rinforzi, tra cui diverse decine di malavitosi polacchi. (5) Nell’estate 1944, la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco consisteva in quattro unità di fanteria, una di artiglieria contraerea, un’unità corazzata, una di cavalleria, cinque brigate di artiglieria, due reggimenti e altre unità. Il numero del personale era 90000. Nel luglio 1944, la 1.ma Armata iniziò le operazioni militari, subordinata operativamente al Primo Fronte Bielorusso. Il 20 luglio 1944, alcune unità entrarono nel territorio della Polonia. Il giorno dopo la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco fu raggiunta dall’esercito popolare partigiano creando un’armata che contava 100000 soldati. Così, nel luglio 1944, l’arsenale della 1.ma Armata dell’Esercito Polacco disponeva di 217 carri armati, 3011 autoveicoli, 219 mezzi del genio, 171 moto, 66 aerei e 779 stazioni radio. (6)
Il 26 luglio 1944, nell’ambito della 1.ma Armata dell’Esercito Polacco fu formato il 1.mo Corpo Carri Armati Polacchi sotto il comando del Colonnello Jan Rupasov. Il 15 agosto 1944 il Comitato per la Liberazione Nazionale polacco emise un decreto sulla mobilitazione, prevedendo la chiamata nell’esercito dei nati nel 1921-1924 e degli idonei al servizio militare. In conseguenza a tale mobilitazione, altre 100000 persone furono arruolate nell’esercito polacco. Alla fine di ottobre del 1944, 11513 militari sovietici di origine polacca confluirono nell’esercito polacco. Tra questi vi erano 2992 artiglieri, 1060 segnalatori, 3253 intendenti, 1460 fanti e 49 operatori politici. In totale, da quando fu creato fino alla fine della guerra, l’Unione Sovietica fornì un considerevole aiuto per creare e sostenere le attività della 1.ma Armata dell’Esercito Polacco. In sostanza, l’Unione Sovietica vi trasferì 195579 fanti, 7183 assaltatori, 26837 operatori del genio, 4634 pezzi di artiglieria anticarro, 4630 cannoni e mortai, 249 carri armati e cannoni semoventi, 88 mezzi corazzati per il trasporto truppe, 619 aerei ed alcune mitragliatrici antiaeree. (7) Molti soldati trasferiti alla 1.ma Armata dell’Esercito Polacco furono addestrati nelle scuole militari sovietiche. (8) Tra i vice comandanti politici vi era Peter Jaroszewicz, che dopo la guerra divenne Primo Ministro della Polonia.
Nel gennaio 1945, la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco partecipò alla liberazione di Varsavia, che il 17 gennaio 1945, dopo aspri combattimenti, fu liberata. (9) Nei giorni successivi la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco procedette alla liberazione di altre città della Polonia, giungendo sino a Danzica. Giunta infine a Szczecin (Stettino), la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco dovette arrestare la marcia per riorganizzarsi poiché le perdite ammontavano a 5400 caduti e 2800 dispersi. In totale, nelle battaglie per la liberazione della Polonia, le perdite della 1.ma Armata dell’Esercito Polacco ammontarono a 10000 militari caduti, 27.000 feriti e 6000 dispersi. (10) Nonostante l’enorme sacrificio subito in termini vite umane, le formazioni armate polacche create in Unione Sovietica, provocarono una reazione fortemente negativa del governo polacco emigrato a Londra e dai suoi sostenitori in Polonia, in particolare, l’Esercito Craiova. Una pubblicazione dell’Esercito Craiova del 12 agosto 1944 spiegò così l’atteggiamento ostile nei confronti della 1° Armata dell’Esercito Polacco: “Questo non è un esercito polacco, ma unità di mercenari di origine polacca al servizio sovietico“. (11)
Tornando al comandante della 1.ma Armata dell’Esercito Polacco, Zygmunt Berling, nel 1947 divenne capo dell’Accademia dello Stato Maggiore dell’esercito polacco (1948-1953). (1) Dal 1953, dopo il congedo, Berling divenne: Viceministro nel Ministero delle Imprese agricole statali (1953-1957), ispettore generale del Ministero delle Foreste (1957-1970). Nel 1963 entrò a far parte del POUP (Partito dei Lavoratori Uniti polacco).
Oltre a Berling, la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco ebbe altri comandanti dei quali di seguito riporterò brevemente le biografie.

Boleslav Albinovich Kenevich, nacque il 9 dicembre 1907 in un villaggio della Bielorussia, da una famiglia appartenente alla piccola nobiltà polacca. Nel 1921, al termine degli studi, si arruolò volontario nell’Armata Rossa. Abbandonò l’esercito nel 1923 ed iniziò a lavorare in un cantiere edile a Saratov. Nel 1926 si arruolò nuovamente nell’Armata Rossa e fu inviato ad una scuola di fanteria. Nel settembre 1939, come comandante di battaglione del 49.mo Reggimento di Fanteria della 50.ma Divisione di Fanteria, Kenevich prese parte alla campagna polacca dell’Armata Rossa e poi alla guerra sovietico-finlandese. Per la distinzione militare, mostrata in queste campagne, fu insignito dell’Ordine della Bandiera Rossa. All’inizio della Grande Guerra Patriottica, il Reggimento comandato da Kenevich partecipò a battaglie sul Fronte Occidentale. Nel novembre 1942 fu nominato comandante della 397.ma Divisione di Fanteria. Nel gennaio 1943 fu ferito e fu ricoverato in ospedale. Nel maggio 1943, dopo le cure, il Colonnello Kenevich fu distaccato per prestare servizio nell’esercito polacco e poco dopo fu promosso generale ed assegnato alla 1.ma Armata dell’Esercito Polacco. Il 30 novembre 1946, Kenevich fu congedato dall’esercito polacco e reintegrato nelle Forze Armate dell’Unione Sovietica. Nel 1948 si diplomò all’Accademia dello Stato Maggiore. Nel febbraio 1950, su richiesta del Maresciallo Konstantin Rokossovskij, il Generale Kenevich fu di nuovo inviato nell’esercito polacco e il 7 maggio fu nominato Comandante del Distretto Militare di Cracovia. Ricoprì questo incarico fino all’8 gennaio 1954, quando fu di nuovo trasferito nell’esercito sovietico. Dopo il congedo si trasferì a Varsavia, dove morì il 3 maggio 1969.

Vladislav Vikentievich Korcits, nacque il 1° settembre 1893 in un villaggio della Bielorussia. Prese parte alla Prima guerra mondiale, durante la quale comandò uno squadrone di cavalleria. Nel 1917 si laureò alla 5.ta Scuola dei Guardiamarina di Mosca. Nel 1923 e nel 1930 si diplomò nei corsi di formazione per il miglioramento della struttura di comando e nel 1936 all’Accademia dello Stato Maggiore. Nel 1940 fu nominato prima istruttore tattico presso il Servizio del personale della Scuola Militare Superiore, poi all’Accademia Militare, in cui insegnò fino al 1941. All’inizio della Grande Guerra Patriottica, col grado di generale, guidò alcune formazioni dell’Armata Rossa. Fu nominato comandante della 245.ma Divisione di Fanteria e successivamente della 182.ma Divisione di Fanteria. Nel settembre del 1942 fu nominato vice comandante della 34.ma Armata e nel dicembre 1942 fu nominato Capo di Stato Maggiore della 1.ma Armata d’Assalto. Alla fine di aprile 1944, Vladislav Korcits fu nominato Capo di Stato Maggiore della 1.ma Armata dell’Esercito Polacco. Al termine della guerra partecipò alla Parata della Vittoria sulla Piazza Rossa di Mosca. Da gennaio 1945 al 1953 ricoprì il ruolo di Capo dello Stato Maggiore dell’Esercito Polacco, contemporaneamente dal dicembre 1949 ricoprì il ruolo di Viceministro della Difesa Nazionale della Repubblica Popolare Polacca. L’8 febbraio 1954 fu congedato e rimosso dai suoi incarichi in Polonia e reintegrato nell’Armata Rossa per essere nuovamente congedato e destinato alla riserva. Visse a Mosca dove morì il 17 ottobre 1966. Fu insignito delle seguenti onorificenze: Ordine di Lenin, Tre Ordini della Bandiera Rossa, Ordine di Suvorov di 1° grado, Ordine di Kutuzov di 2° grado, Ordine della Stella Rossa.

Stanislav Giljarovich Poplavskij, nacque il 9 aprile 1902 in un villaggio dell’Ucraina da una famiglia di contadini polacchi. Nel 1923 fu arruolato nell’Armata Rossa. Nel 1928 entrò a far parte del PC(b)U (Partito Comunista (bolscevico) dell’Unione Sovietica). Nel 1930 si diplomò alla Scuola Militare di Kharkov. Dal 1935 al 1938 studiò presso l’Accademia Militare. Durante la Grande Guerra Patriottica, Poplavskij comandò il 720.mo Reggimento Fucilieri e poi nel 1942 ricoprì il ruolo di Capo di Stato Maggiore della 363.ma Divisione di Fanteria. Poi, durante i quattro mesi successivi, comandò le divisioni 185.ma, 256ma e 220.ma Fucilieri e dal giugno 1943 al settembre 1944 il 45.mo Corpo Fucilieri della 5.ta Armata. Nel 1944, dopo aver ottenuto il grado di generale maggiore, fu inviato nell’esercito polacco. Dal 26 settembre al 19 dicembre 1944 comandò la 2.da Armata dell’Esercito Polacco e poi, fino al 10 settembre 1945, la 1.ma Armata dell’Esercito Polacco. Poplavskij dimostrò di possedere elevate capacità organizzative nella pianificazione delle operazioni militari e nella gestione delle truppe, tanto che Stalin lo nominò ben 15 volte negli ordini emanati in qualità di Comandante Supremo. Poplavskij partecipò attivamente alle battaglie e fu ferito quattro volte. Per la sapiente gestione delle truppe durante l’avanzata sul fiume Oder e nelle battaglie per la conquista di Berlino, il 29 maggio 1945 Poplavskij ottenne il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica. Dopo la guerra e fino al 22 novembre 1947, Poplavskij rimase nell’esercito polacco, comandando il gruppo di truppe polacche stanziate nella Germania occupata. Successivamente, fino al 21 marzo 1950, fu nominato Comandante del Distretto Militare della Slesia. In seguito, Poplavskij fu nominato Viceministro della Difesa della Repubblica Popolare Polacca. Dal 1947 al 1956 fu eletto deputato nel parlamento polacco. Nel giugno del 1956, Poplavskij comandò un gruppo di truppe che partecipò alla repressione della rivolta di Poznan. Nel dicembre 1956 fece ritorno in Unione Sovietica, dove fu nominato alla carica di Primo Vicecapo Ispettore del Ministero della Difesa dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Fu congedato nel 1963. Visse a Mosca dove morì il 10 agosto 1973. E’ sepolto nel Cimitero di Novodevichij. (12)

Fonti
1) Esercito Popolare Polacco
2) Zigmunt Berling, Enciclopedia militare sovietica; a cura di A. A. Grechko, Mosca, edizioni militari, 1976. Tomo 1 – p 455-456.
3) Gozhekhovskij M., Sulla strada di Katyn. Marek Holubitsky parla con Gozhekhovskij, prigioniero sopravvissuto di Kozelsk/Katyn. Testimonianze, memorie, giornalismo; articoli tradotti dal polacco da Staroselskaya K. e Larina S., Tekst, 2001, p. 28-57
4) Zigmunt Berling
5) Zbigniew Zaluski. Passaggio nella storia, Progress, 1967. – P. 168
6) Zbigniew Zaluski. Passa alla storia. – M .: Progress, 1967. – P. 204-205
7) Storia della Seconda Guerra Mondiale 1939 -1945, a cura di a cura di A. A. Grechko, Mosca, edizioni militari, 1973-1982. Tomo 9, P. 432
8) Storia della Seconda Guerra Mondiale 1939 -1945, a cura di a cura di A. A. Grechko, Mosca, edizioni militari, 1973-1982. Tomo 9, P. 433
9) Storia della Seconda Guerra Mondiale 1939 -1945, a cura di a cura di A. A. Grechko, Mosca, edizioni militari, 1973-1982. Tomo 9, P. 68
10) Ananiev I. M., La liberazione della Polonia dagli invasori nazisti (nel 40° anniversario), Znane, 1985. P. 58
11) Grigoriants T. Ju. La politica d’occupazione della Germania fascista in Polonia (1939-1945), Nauka, 1979. P. 94-95
12) Stanislav Giljarovich Poplavskij

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