1.mo Reggimento di Artiglieria Semovente della Guardia

Luca D’Agostini, Madre Russia 13 luglio 2018

Il 1.mo Reggimento di Artiglieria Semovente della Guardia fu formato nel luglio del 1943 sulla base della 24.ma Divisione Anticarro. Il reggimento era armato con cannoni semoventi SU-85. Partecipò alla battaglia del Dnepr dal luglio al settembre 1943. Nell’estate del 1944 partecipò alla liberazione della città di Lvov in Ucraina. Scopriamo ora chi era il comandante del 1.mo Reggimento di Artiglieria Semovente della Guardia. Scopriremo anche la vita di due soldati del reggimento, il primo insignito con l’Ordine della Gloria ed il secondo con il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica.

Ivan Vasilevich Gudimov; Nacque da una famiglia di contadini, il 3 gennaio 1908 in un villaggio nel nord dell’Ucraina. Dopo gli studi, iniziò a lavorare come agronomo nel suo villaggio natale. Nel 1927 fu arruolato nell’Armata Rossa e nel 1930 si laureò alla Scuola di Artiglieria di Kiev. Dal 1941 combatté sul fronte della Grande Guerra Patriottica e prese parte alle battaglie per la liberazione dell’Ucraina, Bielorussia e Polonia. Dal 1943 al luglio 1944 comandò il 1° Reggimento di Artiglieria Semovente della Guardia. Purtroppo nel luglio 1944 fu gravemente ferito e perse un occhio. Una volta terminato il ricovero in ospedale, fu di nuovo inviato sul campo di battaglia ma non a capo del reggimento che comandava. Fu assegnato alla 4.ta Armata all’interno della quale comandava le unità di artiglieria. Nell’aprile-maggio del 1945 partecipò all’operazione di Berlino, sconfiggendo nettamente le difese tedesche. Inoltre partecipò alle battaglie per la liberazione
di Praga. Con decreto del Presidium del Soviet Supremo dell’URSS del 27 giugno 1945, per il “coraggio mostrato durante la traversata dell’Oder, Neisse e Spree, la distruzione del gruppo di difesa di Berlino e la liberazione della città di Praga”, il Colonnello Ivan Gudimov fu premiato con il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica, con l’Ordine di Lenin e la medaglia “Stella d’oro”. Gli furono anche assegnati tre Ordini della Bandiera Rossa, l’Ordine di Suvorov di 3.za Classe, la 3.za Classe di Kutuzov, la Guerra Patriottica di 1° Grado e altre medaglie. Fu congedato nel 1947. Visse a Chernigov, in Ucraina. Morì il 3 aprile 1973. (1)

Aleksandr Fjodorovich Velizhantsev; nacque in un villaggio dei Monti Urali il 26 giugno 1921. Dal 1940 divenne membro dell’Unione della Gioventù Comunista Leninista di tutta l’Unione Sovietica. Nel 1943 fu arruolato nell’Armata Rossa in qualità di pilota e meccanico di un mezzo d’artiglieria semovente SU-85 in forza al 1.mo Reggimento di Artiglieria Semovente della Guardia. La sua prima partecipazione ad una battaglia, fu memorabile. Velizhantsev guidò con estrema sicurezza il suo SU-85, cambiando continuamente posizione di fuoco, sfuggendo con notevole abilità ai proiettili di artiglieria nemici, fornendo agli uomini del suo equipaggio sempre condizioni favorevoli per il combattimento. In un giorno, il suo equipaggio distrusse una postazione di mortaio del nemico e un camion che trasportava soldati della fanteria tedesca. Dopo circa un mese di continui combattimenti, il suo SU-85 fu colpito e iniziò a prendere fuoco. Ma Velizhantsev ed il suo equipaggio non abbandonarono il mezzo, il quale anche se ormai immobile era comunque in grado di sparare. Così, chiusi all’interno del SU-85, avvolti da un insopportabile calore ed un fumo asfissiante, continuarono a combattere riuscendo a distruggere un carro armato tedesco e circa 80 soldati di Hitler. In altre successive battaglie, Velizhantsev si distinse particolarmente per la sua abilità tattica, per l’eccellente tecnica di pilotaggio, per il rispetto e lealtà verso i suoi compagni, per la disponibilità di correre in aiuto di un amico in qualsiasi momento della guerra. Tutte queste qualità si manifestarono ampiamente durante le battaglie per la liberazione di Lvov, in Ucraina. Dal 1945 divenne membro del Partito Comunista (bolscevico) dell’Unione. Il 24 giugno 1945 partecipò alla parata della vittoria sulla Piazza Rossa di Mosca. Il 27 giugno 1945 il Sergente Velizhantsev fu insignito dell’Ordine della Gloria. Fu congedato nel 1957. Visse nel villaggio natale e lavorò
come muratore. Nel 1961 si trasferì in un villaggio del Kazakistan, dove visse in una fattoria sperimentale lavorando per conto dell’Istituto di Ricerca Scientifica per l’Agricoltura dell’Unione Sovietica. Una volta in pensione rimase a vivere nel Kazakistan e si impegnò attivamente all’educazione patriottica della gioventù. Partecipò alla parata del 9 maggio 1995 sulla Piazza Rossa di Mosca. Morì in Kazakistan il 22 settembre 2010. (2)

Aleksandr Kirillovich Ushakov; nacque da una famiglia di contadini, il 24 febbraio 1920 in un villaggio vicino la città di Bogoroditsk. Nel 1929, con la famiglia si trasferì in Siberia. Nel 1939 fu arruolato nell’Armata Rossa. Per un paio d’anni prestò servizio in Mongolia. Dall’ottobre 1941 fu inviato sul fronte della Grande Guerra Patriottica in qualità di artigliere. Combatté nelle battaglie presso Mosca. Nel luglio 1943, con il grado di sergente fu assegnato al 1.mo Reggimento di Artiglieria Semovente della Guardia e gli fu affidato il comando di un SU-85. Si distinse in particolarmente nelle battaglie in Ucraina alla periferia della città di Kamenets-Podolskij, tanto da ricevere nel 1985 la cittadinanza onoraria della città. In queste battaglie, il SU-85 comandato da Ushakov distrusse 9 carri armati nemici ed eliminò circa 150 nazisti. Con decreto del Presidium del Soviet Supremo dell’URSS del 24 maggio 1944, Ushakov fu insignito del titolo di Eroe dell’Unione
Sovietica. Fu smobilitato nel 1946. Visse a Mosca dove lavorò presso l’Istituto Centrale di Ricerca Scientifica di Chimica e Meccanica. Nel 1952 si laureò all’Istituto di Commercio Estero di Mosca. Lavorò nel Ministero del Commercio Estero dell’Unione Sovietica, nel Comitato Statale per le Relazioni Economiche Estere, nel 1952-54 fu nella delegazione commerciale dell’Unione Sovietica in Danimarca, dal 1958 al 1963 presso l’ambasciata dell’Unione Sovietica in Indonesia. Morì il 30 ottobre 1992 a Mosca. (3)

Fonti
1) Ivan Vasilevich Gudimov
2) Aleksandr Fjodorovich Velizhantsev
3) Aleksandr Kirillovich Ushakov

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