Forze speciali nordcoreane in Siria

Uno sguardo all’assistenza di Pyongyang alle operazioni antiterrorismo di Damasco
Military Watch 10 giugno 2018

La Corea democratica ha da tempo stretti legami con la Repubblica araba siriana e Pyongyang è probabilmente il più vecchio e affidabile partner della Difesa di Damasco. Il personale coreano ha combattuto al fianco delle controparti siriane in tutte le principali guerre del Paese sin dagli anni ’70, tra cui la guerra dello Yom Kippur e la guerra del Libano contro Israele, e l’attuale controinsurrezione contro numerosi gruppi islamisti supportati dall’occidente. Con la Siria priva di una considerevole base industriale militare propria, l’assistenza della Corea democratica ha svolto un ruolo chiave nella modernizzazione dei sistemi d’arma sovietici del paese, dai veicoli da combattimento corazzati e dall’artiglieria alle piattaforme dei missili terra-aria. Pyongyang ha anche fornito all’alleato gran parte dell’arsenale missilistico, come le piattaforme Hwasong-5, Hwasong-6 e KN-02 Toksa, fondamentali per dissuadere gli attacchi da Israele, fornendo alla Siria una forma di parità contro le più grandi e numerose forze del vecchio nemico. Coi consiglieri nordcoreani da tempo presenti nelle Forze Armate siriane, svolgendo un ruolo chiave sia in tempo di guerra che in tempo di pace, l’assistenza coreana è una risorsa inestimabile per gli sforzi bellici di Damasco. Il sostegno della Corea democratica è stato fondamentale per potenziare la rete missilistica superficie-aria della Siria, con la Russia che si rifiuta di fornire sistemi missilistici a lungo raggio più avanzati e l’Iran non in grado di farlo. Questo ha giocato un ruolo chiave nel rintuzzare gli attacchi aerei alla Siria d’Israele e blocco occidentale. L’opportunità di valutare le prestazioni delle difese aeree sovietiche ampiamente potenziate contro gli ultimi sistemi d’arma occidentali è inestimabile per Pyongyang. In molte occasioni il governo siriano ha ringraziato la Corea democratica per l’ampio sostegno dato al settore sanitario sin dallo scoppio della guerra, alleviando la crisi umanitaria. Inoltre, numerosi rapporti indicano che l’Esercito popolare coreano (KPA) ha impegnato truppe nel teatro siriano per assistere direttamente Damasco. Una mossa del genere non sarebbe inedita, col personale coreano che dirigeva l’artiglieria durante la guerra del Libano e piloti sugli aerei da combattimento contro l’aviazione israeliana durante la guerra dello Yom Kippur. Con la minaccia alla sovranità siriana molto più grave, nell’attuale conflitto, di quanto non lo sia mai stata in passato, col rischio reale fino al settembre 2015 che Damasco cadesse preda dello Stato islamico, mentre altri importanti centri venivano occupati da gruppi di al-Qaida come al-Nusra, era inevitabile che la Corea democratica schierasse mezzi su scala significativa per proteggere l’alleato.
L’assistenza militare della Corea democratica alla Siria ha senso strategico dal punto di vista di Pyongyang, in quanto non solo Damasco è uno dei suoi principali partner dal crollo dell’Unione Sovietica e alleato che lo Stato dell’Asia orientale non vorrebbe perdere, ma impedire la caduta della Siria rimane un mezzo efficace per negare al blocco occidentale una vittoria strategica in Medio Oriente. Con Stati Uniti ed alleati europei che percepiscono continue minacce al loro dominio nel teatro mediorientale, in cui la Siria gioca un ruolo centrale a fianco dell’Iran, non possono permettersi di distrarre risorse ed attenzioni verso la regione dell’Asia-Pacifico. Ciò rispecchia la strategia coreana di dividere le forze degli Stati Uniti durante la guerra del Vietnam, quando Pyongyang non solo inviò ampia assistenza militare al Vietnam del Nord, ma impegnò il personale nei combattimenti in prima linea. Nel tentativo di costringere Stati Uniti ed alleati a dividere le risorse tra due fronti, la Corea democratica suscitò una serie di provocazioni militari nella penisola coreana, tra cui l’abbattimento di aerei statunitensi e l’invio di squadre d’infiltrazione in Corea del Sud per iniziare una seconda insurrezione simile a quella nel Vietnam del Sud. Il loro successo nel raggiungere questo obiettivo era limitato, sebbene il contributo allo sforzo bellico in Vietnam fosse inestimabile.
Gli schieramenti nord-coreani in Siria hanno al loro fianco consiglieri militari e tecnici che, secondo quanto riferito, includono unità per le forze speciali, risorse preziosi di Pyongyang. L’Esercito popolare coreano ha le forze speciali di gran lunga più numeroso del mondo, con circa 180000 effettivi in servizio. Le capacità avanzate e gli standard di addestramento d’élite di queste unità furono illustrate durante lo scontro con l’esercito sudcoreano nell’incidente del sottomarino Gangneung del 1996, quando tre membri delle forze speciali nordcoreane sbarcarono a sud del 38° parallelo. Queste forze riuscirono a sfuggire a diverse migliaia di soldati sudcoreani per 49 giorni. Nel momento in cui due furono finalmente trovati ed eliminati, avevano ucciso dodici soldati sudcoreani e causato altre ventisei vittime militari, causando in totale 39 perdite militari. L’agente restante non fu mai trovato e si presume sia tornato in Corea democratica. Con la Corea del Sud che schiera una delle più grandi, professionali, altamente addestrate e pesantemente armate forze di terra nel mondo, e con le forze speciali nordcoreane addestrate ad operare dietro le linee nemiche con grande effetto anche contro avversari di élite, la loro potenza contro le relativamente forze mal addestrati islamisti mediorientali sono verosimilmente letali. Nel marzo 2016 rappresentanti dei terroristi filo-occidentali dichiararono che il personale militare nordcoreano fu schierato nelle operazioni di combattimento di Damasco. Il capo del Comitato per gli alti negoziatori definì “due unità nordcoreane” come “letali” in una riunione a Ginevra, in Svizzera, e questo personale coreano dimostrò valore inestimabile nelle azioni antiterrorismo delle forze governative siriane. Il dispiegamento di forze speciali in Siria rimane un mezzo efficace per contribuire allo sforzo bellico di Damasco e l’ultimo di una lunga serie di interventi militari della Corea democratica per sostenere gli Stati amici contro avversari filo-occidentali. Coi gruppi islamisti che dispiegano le più avanzate armi occidentali e forze speciali europee e statunitensi dimostratesi operare con essi sul campo, i combattimenti in Siria forniranno probabilmente all’esercito nordcoreano esperienza inestimabile contro le ultime armi e tattiche occidentali, conoscenze inestimabili che possono essere trasmesse alle unità del KPA in futuro. Anche l’esperienza nei combattimenti urbani e nel catturare fortificazioni nemiche, operazioni che il KPA ha raramente svolto dalla Guerra di Corea, è estremamente preziosa. Considerando la potenza delle forze speciali nordcoreane, potrebbero benissimo essere le forze più pericolose d’élite che i gruppi islamisti come Stato islamico e al-Qaida ancora affronterebbero sul campo di battaglia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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