La storia della grande fuga

Il 13 luglio 1944 il pilota da caccia sovietico, nella Seconda guerra mondiale, Mikhail Petrovich Devjataev, fu abbattuto nei pressi di Lvov occupata dai tedeschi e fu prigioniero di guerra nel campo di Lódz. Tentò di fuggire il 13 agosto ma fu catturato e trasferito nel campo di concentramento di sicurezza in attesa di pesanti punizioni, Devjataev scambiò l’identità con un soldato sovietico morto. Con la sua nuova identità, Devjataev fu trasferito nel campo di sterminio di Usedom con un gruppo di lavoratori forzato che lavorava nel programma missilistico tedesco; i prigionieri furono costretti a riparare piste e disattivare bombe non esplose. Con la sicurezza e i cani feroci, la possibilità di fuga era remota, tuttavia Devjataev convinse altri tre prigionieri che poteva portarli.
L’8 febbraio 1945, mentre dieci prigionieri di guerra sovietici, tra cui Devjataev, lavoravano su un passerella, uno prese un piede di porco e uccise la guardia. Un altro rapidamente gli tolse la divisa e l’indossò. La banda, guidata dall’amico in divisa, s’impossesò di un bombardiere Heinkel He-111 e a decollare dall’isola. Senza alcuna conoscenza del bombardiere tedesco, Devjataev lo pilotò. I tedeschi cercarono d’intercettarlo, ma senza successo. Il velivolo fu colpito anche dalle difese aeree sovietiche ma riuscì ad atterrare in territorio sovietico. I fuggitivi diedero informazioni importanti sul programma missilistico tedesco, in particolare sui missili V-1 e V-2. La polizia segreta non credette a Devjataev, sostenendo che era impossibile perde i prigionieri prendere il controllo di un aereo senza la collaborazione dei tedeschi, Devjataev era sospettato di essere una spia tedesca e imprigionati cogli altri nove uomini.
Devjataev fu congedato nel novembre 1945. Tuttavia, rimase classificato “criminale” e non poté trovare lavoro, le autorità sovietiche liquidarono Devjataev solo nel 1957, dopo che il capo del programma spaziale sovietico Sergej Korolev presentò personalmente il suo caso, sostenendo che le informazioni fornite da Devjataev e dagli altri fuggiaschi furono fondamentali per il programma spaziale sovietico. Il 15 agosto 1957, Devjataev divenne eroe dell’Unione Sovietica e soggetto di libri e articoli. Visse a Kazan, lavorando sui primi aliscafi sul Volga. Devjataev fu insignito due volte dell’Ordine di Lenin, dell’Ordine della Bandiera Rossa, dell’Ordine della Guerra Patriottica e di molti altri premi; morì nel 2002 e fu sepolto nel Memoriale della Seconda Guerra Mondiale di Kazan.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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