Come il missile Bulava ha cambiato la traiettoria dell’industria della Difesa russa

Sputnik, 25.05.2018Questa settimana, il sottomarino strategico Jurij Dolgorukij lanciava una salva di quattro missili Bulava sul poligono dell’Estremo Oriente russo; i missili volarono per migliaia di chilometri raggiungendo gli obiettivi. Sputnik illustra il motivo per cui il lancio non è stato solo un successo tattico, ma un segnale importante sullo stato dell’industria della Difesa della Russia. Il 23 maggio lo Jurij Dolgorukij della Flotta del Nord, sottomarino strategico lanciamissili di nuova generazione russo, lanciava i suoi missili in immersione nel Mar Bianco. I missili Bulava (“Mazza”) volavano per oltre 5900 km sulla Russia settentrionale prima di approdare al poligono di Kura, in Kamchatka, nell’Estremo Oriente.
Parlando a Sputnik, il Generale Vladimir Dvorkin, ex-direttore del 4.to Istituto Centrale di Ricerca missilistica e aerospaziale del Ministero della Difesa russo, affermava che il lancio era un importante traguardo. “Sulla questione del lancio di quattro missili con una sola salva, non è esattamente una notizia: all’epoca, le salve comportavano il lancio di massimo 16 missili, ovvero l’intero armamento di un sottomarino“, osservava Dvorkin. “Ma questo lancio è stato importante per il Bulava, che aveva incontrato difficoltà nello sviluppo“. Secondo l’ufficiale in pensione, il successo del lancio del 23 maggio significa che i problemi di sviluppo del Bulavaappartengono al passato“. Nell’agosto 1991, il K-407 Novomoskovsk, sottomarino della classe Delfin (Delta per la NATO) in fase di sviluppo per la Marina sovietica, lanciò tutti i 16 missili con una singola salva, diventando il primo e unico sottomarino missilistico strategico del mondo d eseguire con successo una salva totale. Le “difficoltà di sviluppo” menzionate dal Generale Dvorkin si riferiscono al fatto che lo sviluppo del missile Bulava iniziò alla fine degli anni ’90, in un momento molto difficile per l’industria della Difesa russa. La Russia aveva appena affrontato un decennio di depressione economica dal crollo sovietico, aggravato dal default dell’agosto 1998 e dalla perdita di molti ingegneri recatisi in occidente.
Il lavoro sul Bulava iniziò nel 1998, affidato all’Istituto d’Ingegneria Termica di Mosca. Secondo l’osservatore militare Nikolaj Protopopov, il sistema fu concepito per unificare, per quanto possibile, missili strategici a combustibile solido navali e terrestri, riducendo i costi di produzione. Il primo lancio del Bulava avvenne nel settembre 2005, con un lancio subacqueo nel dicembre dello stesso anno. Entrambi i test ebbero successo. Tuttavia, gli anni seguenti videro una serie di fallimenti, con lanci di test condotti tra il 2006 e il 2009 che subirono ampi problemi al software, autodistruzione dei missili, deviazione dalla rotta, instabilità del terzo stadio in volo, ecc. I problemi, osservava Protopopov, derivavano non tanto dal progetto del missile, ma dalle cattive prestazioni delle imprese incaricate di costruirne i componenti. Questi problemi respinsero l’introduzione in servizio nella Marina, che l’adottava solo nel 2013, nello stesso momento in cui il sottomarino strategico missilistico di quarta generazione Jurij Dolgorukij entrava in servizio (la Russia aveva previsto la costruzione di 8 sottomarini classe Borej dal 2015).
Il capo progettista del Bulava Jurij Solomonov, dimessosi a metà 2009, notava problemi come materiali di scarsa qualità, mancanza di attrezzature ed inefficiente controllo di qualità. Il progettista si lamentò dell’industria della Difesa russa incapace di fabbricare 50 componenti necessari al missile, cosa che costrinse i progettisti ad improvvisare, fallendo. Il progettista di missili Sergej Kovaljov supportava il collega sottolineando la mancanza di finanziamenti per i test e componenti di scarsa qualità dai subappaltatori, che spesso non avevano alcun controllo.Segno di futuri tempi migliori
A seguito della riorganizzazione che corresse e risolse tali problemi, ulteriori test nel 2010, 2011 e 2012 ebbero esito positivo e i missili furono adottati l’anno dopo. L’introduzione dei nuovi missili coincise con una campagna molto ampia che interessò l’industria della Difesa della Russia, culminando nella rimozione del Ministro della Difesa Anatolij Serdjukov (accusato di appropriazione indebita dei fondi della Difesa) e nella nomina di Sergej Shojgu, che cancellò molte riforme di Serdjukov, aumentò i finanziamenti all’industria della Difesa e gli standard del controllo di qualità, alleandosi con la direzione del complesso militare-industriale, che vide le riforme di Serdjukov come una minaccia all’industria. Queste misure, unitamente all’iniezione di finanziamenti, portarono a sostanziali miglioramenti dell’industria della Difesa. Negli anni seguenti, altri due sottomarini della classe Borej, Aleksandr Nevskij e Vladimir Monomakh, entrarono in servizio nella Flotta del Pacifico. Le Flotte del Pacifico e del Nord dovrebbero ricevere altri cinque battelli entro il 2021, con sei sottomarini classe Borej aggiornati tra metà e fine 2020 e successivamente. La Russia prevede d’iniziare la costruzione dei sottomarini strategici di quinta generazione dal 2025.
La classe Borej e il suo armamento missilistico Bulava sono la spina dorsale della componente navale della triade nucleare russa, contribuendo a garantire la parità strategica cogli Stati Uniti per i prossimi 30-40 anni. Con una gittata di oltre 8000 km e un peso al lancio di 36,8 tonnellate, un solo missile Bulava trasporta 6-10 testate ipersoniche manovrabili per 1,15 tonnellate dalla potenza di 150 kiloton ognuna, e 40 testate finte. Ogni sottomarino classe Borej trasporta 16 missili Bulava. Insieme al Bulava, la Marina russa continua ad impiegare il predecessore Sineva, un missile a tre stadi a propellenti solido/liquido che dovrebbe rimanere in servizio almeno fino al 2030. Tale sistema è trasportato dai sottomarini lanciamissili strategici russi classe Delfin e classe Kalmar.Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

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