Incompetenza militare? Il fallito attacco missilistico USA-Regno Unito-Francia contro la Siria

Brian Kalman, Global Research, 9 maggio 2018Come tanti altri che hanno assistito all’attacco dei missili da crociera degli Stati Uniti in Siria nelle prime ore del mattino del 14 aprile, rimasi sbalordito dalla natura sfacciata e mal concepita di tale impresa. Non solo l’attacco non si basava su intelligence verificabile che provasse l’attacco chimico delle forze governative siriane, motivo dato per giustificare l’attacco, ma era estremamente sconsiderato da qualsiasi punto di vista militare e politico. Era arroganza imperiale della “leadership” dell’unico Paese “eccezionale”, o semplice questione di scarsa decisione militare che portò all’approvazione dell’attacco? Numerosi fallimenti nell’esecuzione dell’attacco vennero alla luce dopo, non piccoli errori amplificati dalla propaganda del governo russo o siriano, ma fallimenti reali e fondamentali che mostrano le debolezze nella cooperazione tattica tra Stati Uniti, Francia e Regno Unito, così come dei nuovi sistemi d’arma e del loro impiego. Numerose analisi apparvero la settimana scorsa mettendo in luce il totale fallimento della Marina francese nell’attacco e l’incapacità dell’unico LACM lanciato da VLS dell’arsenale della Marina francese, l’MdCN, d’ssere affidabile. Solo una delle tre fregate polifunzionali classe FREMM poté lanciare i missili cruise nell’intervallo concordato. I cinque aerei d’attacco Rafale che parteciparono all’attacco trasportavano 2 missili da crociera aerolanciati SCALP, ma fu annunciato che solo 9 furono lanciati contro obiettivi in Siria. Apparentemente, un missile non funzionò e fu sganciato in mare per non essere un pericolo per l’aereo al rientro. D’importanza maggiore dell’evidente fallimento della Marina francese, fu l’annuncio ufficiale da parte dell’Esercito arabo siriano di aver recuperato due missili da crociera statunitensi intatti dopo l’attacco. I due missili furono prontamente consegnati all’esercito russo in Siria. L’intera storia potrebbe essere solo propaganda o psiche militare della Russia, ma se è vero, quali potrebbero esserne le implicazioni? Se fosse vero, sarebbe estremamente disastroso per gli Stati Uniti se entrambi questi missili da crociera fossero una versione moderna del Tomahawk. Questo missile si basa su tecnologia fegli anni ’70 e ’80. Il Tomahawk è un sistema d’arma statunitense. Sebbene sia sempre stato modernizzato per decenni, il Tomahawk è lontano dall’essere all’avanguardia. Tale sviluppo aiuterebbe sicuramente l’industria militare e della difesa russa non solo a promuovere lo sviluppo della tecnologia missilistica russa, ma soprattutto a sviluppare contromisure per sconfiggere le munizioni guidate degli Stati Uniti.
Subito dopo gli attacchi, l’US Air Force fece sapere che anche i bombardieri strategici B1-B presero parte all’attacco. Si suppone che avessero sparato 19 missili stand-off aria-superficie (JASSM) su obiettivi in Siria. Questo è il dato ufficiale. Si sa che ogni B1-B può trasportare 24 missili del genere, quindi non è chiaro quanti bombardieri siano stati impiegati nell’attacco del 14 aprile, ma almeno uno o più furono utilizzati. Lo JASSM fu sviluppato dalla metà degli anni ’90 e non fu dichiarato operativo che a febbraio di quest’anno. L’attacco alla Siria del 14 aprile sarebbe il primo uso documentato di questo sistema d’arma. Il JASSM ha avuto uno sviluppo piuttosto travagliato e, come molti altri sistemi d’arma statunitensi, ha sforato in modo considerevole il budget. Il JASSM è considerato il punto di riferimento della prossima generazione di missili da crociera statunitensi. Uno di questi missili è caduto in Siria? La Russia ha ora un missile JASSM relativamente intatto da studiare e ricopiare? Se è così, senza dubbio è la peggiore perdita di tecnologia militare statunitense (non dovuta allo spionaggio cinese almeno) da un secolo. E l’episodio deriva dall’arroganza degli Stati Uniti, o mera trascuratezza nell’approvare un attacco missilistico che avrebbe probabilmente avuto un successo marginale, e sicuramente non valeva la pena rischiare. Il missile aria-superficie congiunto a corto raggio (JASSM) fu sviluppato dal 1995 con l’obiettivo di progettare e usare una prossima generazione di missili da crociera, precisi e autonomi, per US Air Force ed US Navy. Il missile da crociera Tomahawk (TLAM) ebbe molto successo nella prima Guerra del Golfo del 1991. Tra questo conflitto e l’inizio del programma JASSM, ne furono sparati almeno 357 in Iraq e altri 13 usato contro le forze serbe in Bosnia. In totale, le forze armate statunitensi spararono 2413 TLAM su obiettivi in sette diversi Paesi negli ultimi 27 anni. Col passare del tempo, i TLAM sono stati sempre più impiegati contro obiettivi laddove non era presente una rete di difesa aerea moderna e robusta. Il TLAM è un missile da crociera sub-sonico con caratteristiche intrinseche stealth minime. In concomitanza con altre munizioni guidate ad alta tecnologia e furtive a cui assegnare il peso dell’attacco ai centri di comando di alto valore o cruciali nel controllo della difesa aerea, il TLAM ha ancora un ruolo significativo per le future operazioni militari statunitensi. Il JASSM fu sviluppato come munizione avanzata ed invisibile. Se le armi si rivelavano riuscite, il JASSM veniva lanciato da un aereo fuori dallo spazio aereo avversario, evitando le difese aeree, sopraffacendo e distruggendo i principali radar di difesa aerea e centri di comando, oltre alle più potenti batterie missilistiche antiaeree (SAM).
Lo sviluppo del JASSM fu iniziato nel 1995 dalla Lockheed Martin. Dodici anni dopo l’inizio, il missile da crociera non ebbe il successo richiesto e altri 68 milioni di dollari furono stanziati per salvare il programma da 3 miliardi di dollari. Alla fine lo JASSM superò il programma di test e valutazione iniziale dell’USAF, e nel 2013 fu firmato un contratto con Lockheed Martin per fornire il primo lotto di 2000 missili. Un anno dopo, il Joint Air-to-Surface Stand-off Missile Extended Range AG-158B (JASMM-ER) superò con successo i test e fu firmato un ordine per altri 2900 missili. Il JASSM-ER estende la portata del missile da 370 km a 1000 km. Entrambi i missili pesano 450 kg, con testata penetrante WDU-42B. La testata è dotata di un’ogiva penetratrice che misurare la densità dell’ambiente circostante in modo da determinare per quanto è penetrata in un bersaglio indurito. Il JASSM è guidato da un sistema di guida interno programmato prima del lancio con informazioni sul puntamento. La traiettoria del missile può essere regolata in volo tramite un ricevitore GPS resistente ai disturbi. Una volta che il missile entra nella fase terminale, passa a un sensore ad infrarossi (IR) che identifica il bersaglio tramite parametri nella memoria, che ospita dati per un massimo di otto diversi bersagli identificabili. Lockheed Martin rivendica la precisione entro un raggio di tre metri dal bersaglio.
Il JASSM è stato acquistato da Polonia, Finlandia e Australia. Il missile fu inizialmente progettato per essere utilizzato dal bombardiere strategico statunitense B1-B; tuttavia, fin dall’inizio, fu previsto che fosse compatibile con un ampio spettro di piattaforme aeree statunitensi, come F-16C/D, F-18C/D, F-15E, F-35, nonché bombardieri strategici B-2 e B-52. Il P-3 Poseidon può anche essere candidato all’uso di un missile da crociera antinave, modificato, attualmente sviluppato dal JASSM-ER. Il missile antinave a lungo raggio AG-158C (LRASM) è attualmente in fase di sviluppo da parte di Lockheed Martin come missile da crociera antinave aerolanciato di prossima generazione, destinato a colpire obiettivi navali prossimi. Non c’è dubbio che il LRASM sia sviluppato per contrastare le navi da guerra estremamente moderne e capaci sviluppate da Cina e Russia negli ultimi 25 anni. In particolare, la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione ha sviluppato e commissionato navi da guerra estremamente capaci a una velocità che supera di gran lunga qualsiasi altra marina del mondo. Mentre l’attenzione si concentra sulla militarizzazione del Mar Cinese Meridionale e sull’A2/AD cinese, o su accesso e negazione dell’area regionale, la Marina statunitense dovrà sviluppare un mezzo con cui impegnare e colpire le navi di superficie estremamente capaci della PLAN. La famiglia dei missili AG-158 è stata sviluppata come punto di riferimento della prossima generazione di missili da crociera sia per l’US Air Force che per la Marina. Investimenti significativi sono stati fatti per lo sviluppo di questo sistema d’armi, e va da sé che le specificità di progetto ed impiego devono rimanere sconosciute ai futuri avversari, come Russia e Cina soprattutto. Alla luce dell’importanza dei segreti sui dettagli di questa nuova tecnologia, è stata davvero una buona idea usare i JASSM nell’inutile assalto ad obiettivi del governo siriano il 14 aprile? Un’analisi dei costi-benefici semplice e logica concluderebbe che non lo è stata. E’ abbastanza ovvio per chiunque abbia mai seguito i conflitti per procura, che tutte le parti interessate nel conflitto useranno tali guerre come campo di addestramento avanzato dei propri sistemi d’arma. Non c’è dubbio che la Russia lo faccia in Siria da anni; tuttavia, sono stati abbastanza riservati nell’usare i loro mezzi più segreti e rivoluzionari. I sistemi S-300 e S-400 non sono stati utilizzati, né i più avanzati sistemi di guerra elettronica (EW). Sono stati schierati in Siria di sicuro, ma la Russia ha saggiamente deciso di non usarli se non strettamente necessario. Non appena queste armi saranno utilizzate, Stati Uniti, NATO ed Israele potranno ottenere dati reali su come funzionano, specialmente dal punto di vista della Guerra elettronica. La Russia rischierà solo l’uso di questi sistemi e quindi “mostrerà la propria mano”, se non ha altre opzioni.
L’amministrazione Trump ha deciso di approvare un piano d’attacco che incluse l’impiego del JASSM, operativo solo da alcuni mesi. Se la decisione fu presa per garantire che la capacità della difesa aerea siriana d’interdire l’attacco fosse minimizzata utilizzando i JASSM è discutibile. Fu reso noto che solo 19 missili furono utilizzati, il 18% dei missili da crociera utilizzati. Questi furono sparati da due bombardieri B-1B. Ciascuno dei velivoli ne può trasportare 24. La maggior parte dei missili impiegati nell’attacco erano TLAM sparati dai cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti e da un sottomarino d’attacco classe Virginia. Inoltre, un solo obiettivo, il Centro di ricerca e sviluppo di Barzah, sarebbe stato saturato da 76 missili. L’uso del JASSM in tale attacco era inutile, poiché fu progettato per colpire e distruggere bersagli su cui bastava un solo missile. Questo concetto è denominato Missile Mission Effectiveness (MME), e JASSM avrebbe dovuto avere un valore MME pari a uno. Quale sarebbe il senso di colpire una manciata di obiettivi non protetti con diversi JASSM? Due delle tre strutture che si diceva prese di mira e distrutte nell’attacco erano un deposito di munizioni e un “bunker” a Shimshar, vicino Homs. È impossibile capire dalle immagini satellitari fornite dagli Stati Uniti, come prova dell’efficacia dell’attacco, se si trattava di obiettivi protetti o meno. Anche se lo fossero stati, perché lanciargli 19 missili ciascuno con MME=1? Col passare dei giorno, appare chiaro che non c’è stato alcun attacco chimico perpetrato dal governo siriano sui civili di Ghuta, e il giudizio discutibile sull’uso del JASSM nell’attacco del 14 aprile diventa ancora più clamoroso. Perché rischiare il possibile recupero di un JASSM, intatto o meno, per perpetrare un attacco non solo non necessario, ma basato su un falso? Chiaramente, l’intelligence USA ha mezzi di raccolta delle informazioni più ampi del semplice monitoraggio dei twitter dell’opposizione. L’eventuale perdita di un JASSM e sua consegna alla Russia valevano il “successo” di un attacco privo di significato che non avrebbe prodotto alcun beneficio reale? La risposta è un no inequivocabile. Il MoD russo era pronto a verificare le richieste avanzate dai militari siriani di aver consegnato due missili da crociera statunitensi recuperati intatti, ma senza specificare alcun dettaglio. O è semplicemente un bluff, o la Russia ha in effetti questi missili. Di ulteriore significato è il fatto che il MoD russo non ha ancora specificato che tipo di missili furono recuperati, e scommetto che questa informazione non ci sarà. Manterranno la leadership sugli Stati Uniti che temono stiano ispezionando uno dei loro missili più avanzati, anche se non lo fosse. Un TLAM intatto sarebbe di evidente beneficio per l’industria della Difesa russa, ma un JASSM intatto sarebbe un vantaggio. Decenni di sviluppo e decine di miliardi di dollari potrebbero essere vanificati in pochi anni, costringendo l’industria della difesa USA a lavorare per migliorare e salvaguardare ciò che vide come basilari missili da crociera aerolanciati e navali per garantire la supremazia degli Stati Uniti nei prossimi cinquanta anni.Brian Kalman è un professionista della gestione dei trasporti marittimi. Fu ufficiale della Marina degli Stati Uniti per undici anni.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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