L’evoluzione dei cacciatorpediniere giapponesi moderni

Jon Harris, Navalanalyses 28 giugno 2016Dalla fine della Seconda guerra mondiale, il Giappone ha ordinato tanti tipi di cacciatorpediniere quanto Stati Uniti ed Unione Sovietica. Questa impresa eccezionale viene notata poco. La Japanese Maritime Self Defence Force (JMSDF) produsse un flusso costante di progetti gradualmente migliorati, culminando nella potente e ben bilanciata flotta di oggi. Il suo ufficio di progettazione non produsse linee radicali come gli incrociatori classe Groznij sovietici o le corvette svedesi classe Visby. Piuttosto, questa nazione insulare sviluppò una varietà di piattaforme progettate per difendere la patria e il suo vitale commercio oceanico. L’adozione di armi e sensori esistenti, principalmente di origine statunitense, previde una crescita robusta e spese limitate su ricerca e sviluppo. Dal 2016, la JMSDF dispone di 50 cacciatorpediniere: quattro (4) cacciatorpediniere portaelicotteri di tre classi diverse (Izumo, Hyuga, Shirane), otto (8) cacciatorpediniere antiaerei (AAW) di tre classi diverse (Atago, Kongo, Hatakaze), 18 cacciatorpediniere di tre classi diverse (Akizuki, Takanami, Murasame), 11 piccoli cacciatorpediniere simili alle fregate di due classi diverse (Asagiri, Hatsuyuki), sei (6) cacciatorpediniere di scorta della classe Abukuma (simili per dimensioni a fregate leggere o corvette) e tre (3) piccoli cacciatorpediniere classe Shimayuki (classe Hatsuyuki convertita) utilizzati principalmente per addestramento ma che mantengono intatto tutto l’armamento. Ma ritorniamo indietro di qualche decennio…

Cacciatorpediniere classe Akebono
Fino al 1956 il Giappone faceva affidamento su cacciatorpediniere di progettazione statunitense come le due navi della classe Asakaze (Gleaves), le due navi della classe Ariake (Fletcher) e le due navi della classe Asahi (Cannon). Il programma della JMSDF del 1953 produsse i primi progetti di cacciatorpediniere di scorta del secondo dopoguerra. Il cacciatorpediniere poeticamente denominato Akebono (“Alba”), un riferimento ovvio e appropriato, iniziò la nuova era navale giapponese quando entrò in servizio nel 1956. Per dimensioni, armamento e scopo, l’Akebono seguiva l’approccio della Marina degli Stati Uniti sui cacciatorpediniere di scorta (DE). Le uniche differenze palpabili erano che i suoi progettisti scelsero le turbine a vapore, aumentando del 50% la potenza rispetto ai DE degli Stati Uniti costruiti durante la guerra, e l’uso di due alberi laddove la pratica statunitense si atteneva rigidamente a uno. Ciò diede all’Akebono una velocità massima di 28 nodi, più utile, e forse ne aumentò la manovrabilità e la capacità di sopravvivenza. In particolare, il Giappone aderì al principio progettuale dei DE austeri per i successivi 50 anni, mentre l’USN si allontanò da questo approccio dalla fine degli anni ’50. Quasi gemella dell’Akebono vi era la coppia coi motori diesel Ikazuchi e Inazuma, cacciatorpediniere della classe Ikazuchi. I diesel cambiarono leggermente le dimensioni, riducendo la velocità a 25 nodi ma consentendo una riduzione dell’equipaggio.

Cacciatorpediniere classe Harukaze
Anche i cacciatorpediniere Harukaze e Yukikaze della classe Harukaze erano inclusi nel programma del 1953. Questi due furono i primi cacciatorpediniere d’impiego generale (DD) nazionali. Convenzionali nel design, con una linea che seguiva fedelmente la contemporanea classe Forrest Sherman degli Stati Uniti. I progettisti giapponesi imitavano anche l’uso dell’acciaio per lo scafo e dell’alluminio per la sovrastruttura, per ridurre il peso. Un ponte continuo fu impiegato per la prima volta su un cacciatorpediniere giapponese. L’armamento si basava sul modello statunitense della fine della guerra, con cannoni a doppio scopo da 127mm, cannoni antiaerei da 40mm, lanciagranate e lanciabombe di profondità. Questo decise un modello decennale di equipaggiamento navale della JMSDF con un significativo ritardo rispetto agli statunitensi: l’apparato motore dell’Harukaze generava 30000 cv, inferiore ai 50000 generati da una nave della classe statunitense Gleaves, delle dimensioni simili, limitando la velocità a 30 nodi, adeguata ma lungi dai 35 nodi attesi dai contemporanei tipi di cacciatorpediniere.

Cacciatorpediniere classe Ayanami
La classe Ayanami seguì nei progetti 7 e 8 del 1955. Aveva lo stesso dislocamento standard da 1700 tonnellate degli Harukaze, ma assai diversi disposizione e scopo. Classificati come DDK (cacciatorpediniere antisottomarino), con un ruolo primario ASW. La loro apparizione seguiva più da vicino le navi giapponesi costruite durante la guerra, con una struttura a ponte curvilineo alta, nello stile dell’Akitsuki. Il ponte spezzato ritornò con lunga e graziosa discesa verso il cassero. Come gli Akitsuki, gli Ayanami erano dotati di cannoni di piccolo calibro principalmente orientati ai compiti antiaerei. In questo caso, 3 cannoni binati da 76mm scudati. Due lanciagranate erano montati a prua sul ponte, insieme a due lanciabombe e tramogge per cariche di profondità e 4 tubi fissi per siluri antisom e un impianto quadrinato lanciasiluri antisuperficie da 533mm.

Cacciatorpediniere classe Murasame
I sette Ayanami furono raggiunti dai tre cacciatorpediniere della classe Murasame da 1800 tonnellate del 1956-7. Qui la JMSDF riprese la disposizione delle armi classiche dell’Haruzake, ma impiegando cannoni da 127mm e cannoni binati da 76mm scudati in sostituzione delle armi da 40 mm. I 127mm furono un riutilizzo interessante di unità cedute dalle portaerei della classe Midway. Questa pratica sottolinea la stretta collaborazione tra le due marine. La pesante batteria antiaerea del Murasame fu aumentata da un lanciagranate fisso, 8 siluri antisom, un lanciabombe e una tramoggia per cariche di profondità. Come l’Haruzake, i 2 gruppi di turbine ad ingranaggi generavano 30000 cv, fornendo una velocità limitata ma adeguata di 30 nodi. A questo punto i progettisti della JMSDF chiaramente mantennero le dimensioni della nave, evitando grandi aumenti di potenza che fornivano solo un leggero incremento della velocità massima. Il raddoppiamento della potenza del motore avrebbe significato un aumento della velocità massima di 5 nodi, ma 30 nodi andavano bene per la scorta. In effetti, gli attuali modelli di cacciatorpediniere/fregata di tutto il mondo sembrano aver accettato questa velocità approssimativa come il più ragionevole equilibrio tra costo e capacità.

Cacciatorpediniere classe Akizuki
Una versione ampliata dei Murasame fu la classe Akizuki da 2350 tonnellate del 1957. Progettata come coppia di caccia conduttori, avevano una struttura a ponte leggermente più grande, un lanciarazzi in più: un lanciarazzi ASW Mark 108 (Weapon Alpha) (Akizuki) o un lanciarazzi multiplo ASW Bofors M/50 da 375mm (Teruzuki), un sistema lanciasiluri quadrinato da 533mm (completo di ricariche) e l’aumento del 50% della potenza e dell’equipaggio.Al completamento degli Akizuki nel 1960, la JMSDF disponeva di 17 cacciatorpediniere realizzati in 7 anni. Questo, insieme al trasferimento di 24 cacciatorpediniere e fregate dagli Stati Uniti e una nave da guerra (Wakaba) recuperata, diede alla JMSDF 42 cacciatorpediniere oceanici. Una piccola flotta costiera fu trasformata in una grande flotta oceanica in pochi anni, un risultato fenomenale.

Cacciatorpediniere classe Isuzu
I primi anni ’60 videro il ritmo della costruzione rilassarsi mentre le nuove navi venivano assorbite nella flotta. I programmi del 1959 e 1961 finanziarono ciascuno una coppia di DE della classe Isuzu. Questa volta, il dislocamento standard aumentò di quasi il 50%, a 1490 tonnellate. Simili per dimensioni alle successive navi scorta statunitensi tipo Rudderow. La nave capoclasse ebbe cannoni da 76mm scudati, un lanciarazzi Mk.108 Alpha (cambiato con un lanciarazzi ASW da 375mm a 4 canne della Bofors nel seconda unità, dato che il lanciarazzi ASW statunitense non soddisfaceva i requisiti) e la prima apparizione nella JMSDF degli ormai noti lanciasiluri trinati ASW, insieme a un lanciabombe e una tramoggia per cariche di profondità. In seguito, il Weapon Alpha fu sostituito da un lanciarazzi ASW Type 71, versione giapponese del M/50 quadruplo da 375mm svedese. I diesel alimentavano due alberi in grado di spingere le quattro navi a 25 nodi.

Cacciatorpediniere classe Amatsukaze
Il programma del 1960 finanziò la prima nave lanciamissili antiaerea della JMSDF. L’Amatsukaze (DDG) era significativamente più grande dei predecessori, con 3050 tonnellate, equipaggiata con un lanciamissili Mk-13 singolo a poppa, con una spazio per un lanciarazzi ASROC tra i fumaioli (installato più tardi), siluri ASW e un paio di cannoni binati scudati da 76mm a prua, sul ponte. La stessa sovrastruttura era un blocco rettangolare chiuso simile a quello delle navi da guerra statunitensi del periodo. Una coppia di fumaioli insolitamente alti consentiva ai gas di scarico di liberare i radar di tiro missilistici SPG-51. La poppa era sgombra per le operazioni con gli elicotteri. Le turbine ad ingranaggi potevano spingere la nave alla velocità massima di 33 nodi; la nave fu potenziata in seguito ricevendo missili SM-1, lanciamissili Mk-32 e altre apparecchiature elettroniche. Il ritardo tecnologico della precedente era della JMSDF venne colmato. Il primo DDG italiano, Impavido, fu completato solo 15 mesi prima, l’HMS Devonshire, primo dei cacciatorpediniere classe County solo un anno prima dell’Impavido e l’HMAS Perth, la nave capoclasse della variante modificata del progetto Charles F. Adams, fu completata diversi mesi dopo l’adozione dell’Amatsukaze.

Cacciatorpediniere classe Yamagumo
Fino al programma JMSDF del 1962, la distinzione tra progetto e mansione dei cacciatorpediniere dai cacciatorpediniere di scorta era chiara. I cacciatorpediniere sono più grandi, pesantemente armati e più veloci, consentendogli di accompagnare le unità della flotta. Le navi scorta erano relativamente piccole e adatte alla scorta di convogli e ad operazioni costiere. Con la classe Yamagumo del 1962 si ebbe un cacciatorpediniere diesel che offuscò questa distinzione. La situazione era simile a ciò che accadeva in altre marine dove la richiesta di sofisticate navi da guerra era mitigata dalla necessità di controllare i costi. Le navi antisom da 2050 tonnellate e 27 nodi ebbero due varianti. Entrambe dotate di cannoni binati da 76mm, 1 lanciamissili quadrinato Bofors e un paio di lanciasiluri, ma gli Yamagumo ebbero 1 lanciarazzi ASROC (il primo della JMSDF) tra un paio di fumaioli, mentre il Minegumo uno solo ed era dotato di una piazzola per il DASH (Drone Elicottero Anti-Sottomarino) a poppa; è interessante notare che i giapponesi ebbero successo maggiore col sistema DASH rispetto agli statunitensi. In definitiva, nove unità Yamagumo/Minegumo furono completate in un programma piuttosto prolungato dal 1966 al 1978. Infine, circa un decennio dopo l’adesione alla flotta, a tutti i Minegumo fu rimossa la struttura del DASH e fu installato il lanciarazzi ASROC.

Cacciatorpediniere classe Takatsuki
La potente classe Takatsuki del 1963 pose un’enfatica conclusione al ritardo tecnologico della JMSDF. I nuovi cacciatorpediniere giapponesi erano equipaggiati e armati come quelli contemporanei della classe Knox statunitense. La differenza principale è che i giapponesi avevano un cannone Mk 42 da 127mm in più, 1 lanciarazzi Bofors ed erano circa 5 nodi più veloci, con lo stesso scafo delle navi statunitensi. Le navi statunitensi del periodo erano generalmente criticate per le dimensioni eccessive e certamente la classe Knox fu progettata per operazioni a lungo termine, rispetto a quelle della JMSDF, e questo potrebbe aver richiesto maggiori volumi interni. Tuttavia, i Takatsuki soddisfacevano i requisiti per l’armamento che gli statunitensi cercavano, ma furono incapaci di procurarsi a metà degli anni ’60. Avevano a prua e a poppa un cannone da 127mm, ASROC, DASH, siluri e una velocità di 30 nodi. Alla fine degli anni ’80, due navi della classe, Takatsuki e Kikuzuki, furono potenziate con lanciamissili SAM Sea Sparrow, lanciamissili Harpoon e persino un sistema antiaereo CIWS (solo Kikuzuki). I Takatsuki introdussero l’albero-fumaiolo rastremato (albero e fumaiolo combinati o Mack) nel profilo delle navi da guerra della JMSDF. Questo, insieme alle armi statunitensi, li fece apparire navi da guerra statunitensi all’osservatore casuale.

Cacciatorpediniere classe Chikugo
Tornando ai cacciatorpediniere di scorta, il programma del 1967 introdusse la classe Chikugo. Ancora una volta, mantenendo dislocamento e dimensioni in linea con la prassi dalla Seconda guerra mondiale, la JMSDF installò 1 lanciarazzi ASROC (la prima classe di cacciatorpediniere di scorta giapponese ad adottare il sistema), insieme al più prevedibile cannone binato da 76mm e cannoncini binati da 40mm, una coppia di tubi lanciasiluri da 324mm e un tramoggia per cariche di profondità, su questa piattaforma relativamente piccola. I progettisti sembrava accettassero che la nave scorta perfetta non fosse ottenibile a un prezzo che consentisse un numero sufficiente di scafi. Lavorando con tali limitazioni, poterono ancora produrre una nave con la batteria ASW dei cacciatorpediniere statunitensi Gearing FRAM I. Undici unità furono acquisite tra il 1970 e il 1977. Tecnicamente non aderenti alla categoria dei cacciatorpediniere, furono il posamine Soya (1971), la nave appoggio dragamine Hayase (1972), e le navi scuola Azuma (1969) e Katori (1969). Tutti armati come cacciatorpediniere di scorta completi di sistemi ASW; il loro duplice ruolo forniva alla JMSDF dei moltiplicatori di forza in caso di conflitto.

Cacciatorpediniere classe Haruna
Con l’entrata in servizio dell’Haruna nel 1973, la JMSDF si allontanò dal paradigma statunitense e prese spunto dagli italiani. L’incrociatore lanciamissili Andrea Doria da 5000 tonnellate apparve nel 1964. Autorizzati nel 1967, i cacciatorpediniere portaelicotteri (DDH) classe Haruna da 4700 tonnellate abbandonarono la difesa aerea a favore di una pesante batteria ASW. Trasportavano tre grandi elicotteri Sea King HSS-2B, un lanciarazzi ASROC, la solita coppia di tubi lanciasiluri trinati da 324mm e 2 cannoni da 127mm. Avere una nave portaelicotteri sembrava avere senso tattico, dato che una sola nave poteva tenere continuamente in volo un velivolo. Altre marine usarono questo concetto più ambiziosamente con piattaforme molto più grandi, combinando difesa aerea d’area (classe Moskva, classe Vittorio Veneto) e persino l’attacco aereo (Invincible), facendone una nave ammiraglia. Gli Stati Uniti pianificarono, ma non completarono, uno Spruance modificato in grado di trasportare quattro elicotteri.

Cacciatorpediniere classe Shirane
Dopo il completamento della gemella dell’Haruna, Hiei, nel 1974, una coppia ingrandita fu ordinata nel 1975-76, i cacciatorpediniere classe Shirane. Shirane e Kurama erano più lunghi di 6 metri ed avevano una silhouette modificata con un secondo Mack, uno dei quali supporta un radar 3D OPS-12. Disponevano anche di un lanciamissili ottuplo SAM Mark-25 Sea Sparrow, la prima e unica apparizione di questa particolare arma su una nave della JMSDF. Erano unità statunitensi in eccedenza, fornite come i vecchi 127mm della Midway ai Murasame negli anni ’50. In ogni caso, i lanciamissili Mk-25 furono presto soppiantati dai lanciamissili Mk-29 che divennero “standard” nelle navi della JMSDF fino all’introduzione in servizio dei primi cacciatorpediniere con sistemi di lancio verticali. Delle due navi, solo la Kurama è operativa e sarà rimpiazzata dalla Kaga, la seconda portaelicotteri classe Izumo.

Cacciatorpediniere classe Tachikaze
Undici anni dopo il completamento dell’Amatsukaze, il secondo DDG giapponese Tachikaze, capoclasse omonima, entrò nella flotta. Questo ritardo dimostrava bassa priorità o importanza percepita nella difesa aerea della flotta. Cannoni a prua e poppa da 127mm, ASROC, una coppia di lanciasiluri trinati, completavano il lanciamissili Tartar-D singolo che lanciava missili standard RIM 60A. Anche se il progetto era diverso, armamento e dimensioni di queste navi erano quasi identici a quelli della classe Charles F. Adams, molto apprezzata degli Stati Uniti: le sorelle Asakase e Sawakaze seguirono nel 1979 e 1983. Nel 1998, il Tachikaze fu convertito in nave ammiraglia della flotta della Forza di Scorta, quindi il cannone di poppa da 127mm fu sostituito con un’area comando della flotta.

Cacciatorpediniere classe Hatsuyuki
Nel 1977 vi fu l’autorizzazione per i cacciatorpediniere della classe Hatsuyuki. Questo segnalò l’inizio della produzione in serie di cacciatorpediniere per la JMSDF. Le classi precedenti, ad eccezione della classe Chikugo, erano generalmente prodotti in piccoli gruppi, con ordini che a volte si prolungavano per anni. Nei successivi dieci anni, due e tre unità venivano impostate ogni anno, eccetto nel 1985, quando solo una fu impostata, col cambio del progetto della classe. L’Hatsuyuki manifestò vari approcci diversi della JMSDF, come ad esempio le turbine a gas impiegate per la prima volta per navi che non fossero pattugliatori d’attacco. Gli italiani furono ripresi per cambiare l’armamento e fornire il cannone OTO Melara compatto da 76mm montato a prua. SSM e CIWS appaiono per la prima volta su un cacciatorpediniere della JMSDF, coi lanciamissili quadrinati Harpoon a fianco del fumaiolo e un paio di Mk-15 Phalanx in cima alla sovrastruttura del ponte. Le navi da 2950 tonnellate ed equipaggio di 426 elementi, erano equipaggiate come le fregate della classe Bremen tedesca, avendo dimensioni e peso quasi identici. Sistemi d’inganno completi, ESM ed ECM le adattarono a una vasta gamma di minacce. C’era un hangar e una piazzola di atterraggio a scomparsa (una prima per un cacciatorpediniere giapponese generale) per 1 elicottero Sea King o Seahawk. ASROC e siluri da 324mm potevano essere utilizzati in combinazione col sonar montato a prua o trainato. Un lanciamissili Mk-29 Sea Sparrow era posizionato tra la piattaforma di atterraggio e il ponte di poppa; la prima classe di cacciatorpediniere della JMSDF equipaggiata col lanciatore Sea Sparrow. Delle dodici navi della classe, solo due restano nella flotta, mentre 3-4 navi sono ora navi scuola.

Cacciatorpediniere classe Yubari
Nel programma del 1977 vi fu anche il cacciatorpediniere Ishikari, unica nave dell’omonima classe. Questa dislocava 1290 tonnellate ed era lunga 90 metri, più piccola di una nave della Seconda guerra mondiale! Il modo in cui i progettisti giapponesi resistono alla tentazione di allargare e complicare va ponderata alla luce della tendenza continua in navi da guerra sempre più grandi e costose altrove. Il cannone OTO Melara da 76mm sostituiva il cannone Mk-33 da 76mm in uso da circa 25 anni. I lanciamissili SSM Harpoon a poppa segnalano un approccio più generico nell’impiego: erano i primi cacciatorpediniere di scorta della JMSDF con turbine a gas e missili superficie-superficie; tuttavia, un lanciarazzi quadrinato Bofors e una coppia di tubi lanciasiluri da 324mm mantengono la capacità ASW, mentre le sorelle Yubari e Yebetsu, della classe Yubari, furono ingranditi leggermente nel 1983-84.

Cacciatorpediniere classe Hatakaze
I cacciatorpediniere lanciamissili della classe Hatakaze, Hatakaze e Shimakaze, erano una rielaborazione del progetto del Tachikaze. Le turbine a gas sostituirono le turbine a vapore, portando a un unico e grande fumaiolo a centro nave e chiudendo l’era del Mack. Il lanciamissili Standard Mk-13 fu spostato appena a poppavia del cassero di prua, seguito da una piattaforma per un cannone da 127mm e dal lanciarazzi ASROC. Gli Harpoon quadrinati fiancheggiano il fumaiolo e un paio di Mk-15 Phalanx dietro ai lanciamissili su un torrione che supporta il radar di ricerca aereo OPS-11C progettato in Giappone, mentre un altro 127mm si trova a poppavia, poco prima della piattaforma di atterraggio dell’elicottero. Questi cannoni da 127mm sono curiosi per due motivi: in primo luogo, un hangar per gli elicotteri al posto del cannone di poppa sembrava più utile, in secondo luogo, l’uso del vecchio cannone Mk-42 che avviene molto dopo che non veniva più installato su una nave da guerra di nuova costruzione.

Cacciatorpediniere classe Asagiri
Il JDS Asagiri fu autorizzato nel 1983, doveva essere l’unico cacciatorpediniere della classe prima del varo nel 1985. È una versione della classe Hatsuyuki ampliata e migliorata, differenziata da due fumaioli e un albero maestro. Presumibilmente, la classe precedente si era dimostrata angusta, in quanto non vi era alcun cambiamento fondamentale nell’allestimento della classe Asagiri, nonostante un dislocamento aumentato di 500 tonnellate. Otto unità sono in servizio dal 1991.

Cacciatorpediniere classe Abukuma
Con i cacciatorpediniere della classe Abukuma, uno sforzo per mettere nello scafo da impiego generale dello Yubari il pungiglione ASW del Chikuga, portò a una nave che finalmente superò il sigillo delle 2000 tonnellate, anche se a stento, 2050 tonnellate. A differenza dell’Ishikari e dei due Yubari, sono dotati di un radar di ricerca aereo OPS-14C e di un sonar rimorchiato SQR-19. La potenza generata dall’apparato motore CODOG leggermente più potente, aumenta la velocità a poco più di 27 nodi. Un cannone OTO Melara da 76mm è a prua, l’ASROC tra i fumaioli seguito da tubi lanciasiluri, Harpoon e CIWS Phalanx da 20 mm. Nel 1989-93 furono completate sei navi. Queste sono gli ultimi cacciatorpediniere di scorta giapponesi e finora gli unici attivi.

Cacciatorpediniere classe Kongo
Dopo anni di sistemi di difesa aerea secondari agli ASW, la JMSDF fa un enorme balzo in avanti con la classe Kongo del 1987. L’acquisizione del Kongo nel 1993 avviene quasi un decennio prima dei progetti europei paragonabili, come le spagnole Alvaro De Bazan e l’olandese De Zeven Provincien. In questa applicazione della tecnologia avanzata per la difesa aerea (sistema di controllo del tiro Aegis e SAM SM-2 a lungo raggio), la JMSDF non è più in ritardo rispetto ad altre sofisticate potenze navali. Anche se differiscono leggermente nei dettagli e nella forma, potrebbero essere facilmente presi per cacciatorpediniere statunitensi classe Arleigh Burke. Le navi della classe sono molto più grandi dei cacciatorpediniere tradizionali con 9500 tonnellate di dislocamento a pieno carico, avvicinandosi alle dimensioni degli incrociatori. Offrono al Giappone un enorme salto nella capacità di adottare eventualmente il missile antibalistico Standard SM-3, consentendo la difesa del Giappone stesso. I cacciatorpediniere della nuova classe sono i primi cacciatorpediniere giapponesi ad avere caratteristiche stealth e ad essere equipaggiati col cannone Melara da 127mm e sistema di lancio verticale in grado di lanciare missili antisom RUM-139 ed ovviamente missili antiaerei SM-2/SM-3, come già menzionato.

Cacciatorpediniere classe Murasame
Tuttavia, la JMSDF non abbandona la produzione in serie dei cacciatorpediniere d’impiego generale. I cacciatorpediniere della classe Murasame del 1991 sono 1000 tonnellate più pesanti dei cacciatorpediniere classe Asagiri. Il nuovo progetto abbassa l’albero maestro e presenta linee meno ingombranti, nel tentativo di ridurre la traccia radar. I missili Sea Sparrow/Evolved Sea Sparrow e ASROC sono schierati rispettivamente nei lanciamissili verticali Mk-48 e Mk- 41, mentre i cannoncini CIWS sono posizionati a prua e a poppa migliorando il loro campo di tiro dalla posizione a mezza nave. Vengono prese misure che riducono l’equipaggio del 25% rispetto agli Asagiri. Nove unità furono completate nel 1996 – 2002.

Cacciatorpediniere classe Takanami
I Murasame furono seguiti dalla classe Takanami nel 1998. Con lo stesso scafo e stesso progetto generale dei predecessori, le modifiche ai Takanami includono la sostituzione dell’OTO Breda da 127mm con uno da 76mm e lo spostamento di tutti i missili sul Mk-41, posizionato appena a proravia della plancia. Nell’apparente tentativo di mantenere la postazione asciutta, viene sollevato il ponte principale. Il sonar rimorchiato QQR-2 sostituisce il QQR-1, impiegato da quando l’Hatsuyuki fu varato. Kongo e Takanami adottano l’impianto da 127mm italiano, mettendo fine a quasi 50 anni d’impiego nella JMSDF di armi da 127mm esclusivamente statunitensi.

Cacciatorpediniere classe Atago
Migliorando i Kongo, la classe Atago del 2000 segue la linea degli Arleigh Burke statunitensi aggiungendo un hangar per elicotteri ed impiegando il cannone statunitense da 127mm/62 al posto del 127mm/54. Un ponte più alto consente maggiore capacità di comando, mentre il design dell’albero e del torrione offre caratteristiche stealth migliorate. Il dislocamento a pieno carico supera le 10000 tonnellate (!), la prima volta per una nave da combattimento di superficie delle JMSDF. Infine, gli SSM giapponesi Type 90 soppiantano i missili Harpoon. Queste sono le navi da guerra di prima linea del XXI secolo.

Cacciatorpediniere classe Akizuki
La classe Akizuki del 2010 segue i Takanami, quali cacciatorpediniere migliorati per scopi generali, ma compie un grande salto nella potenza di calcolo, impiegando il sistema di gestione da combattimento ATECS sviluppato in Giappone (dai principi simili al sistema AEGIS), consentendo a queste quattro navi di agire di scorta ai Kongo. Strutturalmente, hanno funzioni stealth migliorate e radar planari sugli angoli esterni delle sovrastrutture di prua e poppa.

Cacciatorpediniere classe Hyuga
Circa tre anni prima dell’acquisizione dell’Akizuki, le JSDF commissionarono la terza classe di cacciatorpediniere portaelicotteri (DDH) della classe Hyuga, le più grandi navi costruite per la flotta giapponese dalla Seconda guerra mondiale. Le due navi sostituivano i cacciatorpediniere portaelicotteri Haruna. Anche queste due navi sono chiamate cacciatorpediniere portaelicotteri, per le specifiche (197 m di lunghezza e circa 20000 t di dislocamento) e le caratteristiche (enorme plancia, hangar chiuso e due ascensori per aerei) sono paragonabili alle portaerei leggere. Questo è ovviamente un modo intelligente di rispettare i limiti costituzionali giapponesi. Le navi possono ospitare 24 elicotteri medi (SH-60) o un numero minore di elicotteri pesanti, anche se il complemento ufficiale è indicato in 3 elicotteri SH-60 e 1 EH-101 o CH-53. Per la difesa sono equipaggiati di due CIWS Phalanx e una pletora di mitragliatrici pesanti, ma anche di due moduli VKL Mk-41 a 8 celle in grado di lanciare 12 RUM-139 VL ASROC e 16 ESSM SAM (o configurazioni diverse). Non solo, hanno due lanciasiluri da 324mm trinati! Quindi il nome del progetto cacciatorpediniere portaelicotteri è forse preciso anche se non trasporta SSM. Si noti inoltre che le due navi sono equipaggiate con l’ATECS, l’AEGIS giapponese. Alti dettagli della classe sono presenti qui.

Cacciatorpediniere classe Izumo
Sei anni dopo, il Giappone acquisiva la nave più grande, il DDH-183 Izumo, una portaelicotteri di 248 metri di lunghezza e più di 27000 tonnellate di dislocamento. I nuovi DDH Izumo sono simili per caratteristiche (ponte, castello, elettronica, ascensori, ecc), ma sono molto più grandi degli Hyuga di circa 50 metri! Finora è la più grande nave da guerra della flotta giapponese dalla Seconda guerra mondiale, con la seconda nave in servizio dal 2017 sostituendo l’ultimo degli Shirane, il Kurama. Il nuovo “cacciatorpediniere” è equipaggiato con quattro CIWS Phalanx e SeaRAM ma non con lanciasiluri o SAM. È descritto dai cinesi come “portaerei sotto mentite spoglie” in quanto trasporta 28 velivoli (a seconda delle dimensioni dell’aeromobile). Ufficialmente, la dotazione aeronautica iniziale comprende solo 7 elicotteri ASW e 2 elicotteri SAR. Le navi non hanno né un trampolino né una catapulta per il lancio di velivoli ad ala fissa, quindi sono limitate solo ai velivoli in grado di effettuare operazioni STOVL o V/STOL (decollo corto, atterraggio verticale) come F-35B o V-22 Osprey. Finora il Ministero della Difesa giapponese non ha menzionato la possibilità d’introdurre velivoli ad ala fissa, ma forse in futuro il Giappone considererà la trasformazione delle Izumo in vere e proprie portaerei convenzionali.

Cacciatorpediniere classe Asahi
Nel luglio 2017, il primo cacciatorpediniere classe Asahi, l’ultima nave da combattimento di superficie progettata per la Forza di autodifesa marittima del Giappone, iniziava le prove in mare. La classe è un’evoluzione della classe Akizuki menzionata nei paragrafi precedenti. La classe è composta da due navi che entreranno in servizio nel 2018-2019. L’Asahi è la prima nave da guerra al mondo ad essere dotata di un radar multifunzione GaN-AESA (al nitruro di gallio, a scansione attiva digitale). Il radar dell’Asahi è basato sul sistema radar AESA FCS-3A ma utilizza la tecnologia GaN per prestazioni migliorate.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

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