Voci sui primi “combattimenti” del J-20

Henri Kenhmann East Pendulum 16/02/2018Mentre l’Aeronautica cinese annunciava ufficialmente l’impiego del nuovo caccia stealth J-20 nelle unità operative, molti si chiedono se altri velivoli dell’Aeronautica Cinese abbiano già avuto la possibilità di “testare ciò che il J-20 riserva”. E secondo interviste ai piloti di J-20 e dello squadrone di J-11B, la risposta sembra abbastanza chiara, l’ultimo gioiello cinese ha effettivamente “incontrato” altri caccia in varie esercitazioni aeree nel 2017, se non prima, ma non è tuttavia sorprendente che alcun risultato sia stato dato, data la natura ancora sensibile e confidenziale di questo aereo cinese. Ma queste non sono che voci presenti da un anno sui risultati di questi scontri, solo che tentare d’indovinare è pericoloso sapendo quali di tali voci siano un po’ vere e quali siano solo fantasie di certi dilettanti. Dopo aver visionato diverse versioni e filtrato solo fonti che dimostrano credibilità da alcuni anni, possiamo ancora tracciare il contorno degli scenari usati e avere i risultati ottenuti dal J-20 in queste simulazioni al combattimento aereo, anche se per il momento tutto va preso con le molle, in attesa di elementi istituzionali che confermino o smentiscano.
Si pensa che il J-20 avrebbe almeno partecipato a due tipi di scenari di combattimento. Il primo per valutare la capacità in combattimento aereo diretto, contro singoli avversari o sostenuti da moltiplicatori aerei e terrestri, giocando il ruolo di “ripulitori” eliminando ogni minaccia dai cieli e spianando la strada agli squadroni che seguono. In questo caso, diversi casi verrebbero spiegati laddove i J-20 intervenivano sempre in coppia. Ad esempio, in un caso due J-20 in BVR contro numerosi J-10B e J-10C supportati da un AWACS KJ-500, e uno dei due J-20 riusciva ad abbattere l’AWACS grazie a furtività e portata del nuovo missile aria-aria, mentre l’altro tratteneva ed inseguiva la scorta. Secondo quanto riferito, un J-20 fu abbattuto da un J-10C con radar a scansione attiva, localizzando e agganciando il caccia stealth entro 18 km di distanza, mentre tutti i J-10B e metà dei J-10C venivano abbattuti alla fine. Ovviamente venivano menzionati anche altri casi, come lo scontro WVR tra due J-20 e diversi J-10B/C in superiorità numerica, ma le cautele non permettono di considerare questo caso, almeno per il momento.
Nel secondo scenario, i J-20 così come cacciabombardieri J-16 sarebbero stati di rinforzo a supporto dei velivoli OPFOR per attaccare un sito sorvegliato dall'”esercito rosso”. Quest’ultimo sarebbe stato costituito da numerosi intercettori J-10 (versione sconosciuta), aerei AWACS e da guerra elettronica, nonché da unità radar terrestri e sistemi di difesa aerea S-300 (PMU1 o PMU2). Qui, i J-20 avrebbero invece svolto il ruolo di radar avanzati per guidare i missili aria-aria lanciati da aerei terzi (J-16?) contro gli intercettori “rossi” e gli altri moltiplicatori aerei. Lo scenario sarebbe terminato con la pesante perdita delle unità terrestri e dell’esercito rosso, specialmente nell’impedire di raggiungere gli obiettivi sensibili agli aerei OPFOR, uno scenario che suggerirebbe il possibile conflitto tra Cina e Taiwan, dove quest’ultima sarebbe appoggiata dagli statunitensi con F-22 ed F-35, per esempio.
È comprensibile quindi che un’intera base della difesa aerea cinese e forze aeree di protezione venissero “spazzate via” dagli squadroni di Taiwan e USA in tale scenario, il che spiegherebbe perché i primi J-20 operativi furono schierati nella Cina orientale, mentre i Su-35 nel sud. Se queste voci hanno versioni più o meno diverse, tutte convergono nel dire che l’introduzione del J-20 nelle forze aeree cinesi ha generato uno “shock” e soprattutto la “disillusione” che permette ai comandanti delle unità aeree e terrestri antiaeree di prendere coscienza della “dura realtà” sull’ultima generazione di aerei da combattimento furtivi (4.ta in Cina, 5.ta negli Stati Uniti e in Russia), e capire che la tattica sviluppata negli ultimi anni per contrastare tali mezzi sono per lo più “inefficaci” e “inoperativi”. Naturalmente, dovremmo aspettarci che altre fonti ufficiali verifichino queste affermazioni, ma una cosa è certa, l’Aeronautica cinese ancora deve perfezionare le dottrine d’impiego di un velivolo furtivo come il J-20, e anche sviluppare mezzi adeguati per contrastare tale minaccia su base concreta.Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

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